L’Autorità per l’energia (ribattezzata ARERA) ha reso operativa la nuova struttura tariffaria degli oneri di sistema per i clienti non domestici con la delibera di dicembre 922/2017/R/eel. Introdotto con il Decreto Legge Milleproroghe 2016 (ne parlavamo qui e qui), il nuovo sistema tariffario è stato frutto di un lavoro di consultazione durato quasi due anni con i DCO 255/2016/R/eel e 552/2017/R/eel

L’ipotesi scelta infine dall’Autorità, la C 25-75, è entrata in vigore il 1° gennaio 2018. La nuova struttura delle componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema per i clienti non domestici (C 25-75) è definita come segue:

 
  • per gli oneri ARIM una struttura tariffaria trinomia, con una quota fissa (centesimi di euro/punto di prelievo/anno), una quota potenza (centesimi di euro/kW per anno) e una quota energia (centesimi di euro/kWh), determinate in misura proporzionale, secondo un coefficiente fisso applicato alle tariffe dei servizi di rete;
   
  • per gli oneri ASOS, sempre una struttura tariffaria determinata da una combinazione lineare tra una tariffa trinomia (con incidenza del 25%) a sua volta determinata (come per gli oneri ARIM) in proporzione alle tariffe dei servizi di rete e un’aliquota flat uniforme in centesimi di euro/KWh (con incidenza del 75%), non differenziata per livelli di tensione.
 

Il Tavolo Autoconsumo e Efficienza Energetica, iniziativa di Public Affairs Advisors ed eLeMeNs, ha lavorato nel corso degli ultimi due anni proprio per studiare gli impatti della riforma e dei vari scenari di applicazione prospettati dall’Autorità, nonché ad elaborare proposte di policy da portare all’attenzione dei vari stakeholder istituzionali. Il Tavolo ha fin da subito segnalato l’impatto potenzialmente critico della riforma sul comparto dell’efficienza energetica e dell’autoconsumo, evidenziando tuttavia come proprio l’ipotesi C (25-75), quella infine adottata, fosse la soluzione meno impattante sul piano dei futuri investimenti.

Commenta così l’esito del processo di riforma Tommaso Barbetti, partner di eLeMeNs: “Si è trattato di un processo molto lungo nel tempo che alla fine ha prodotto un risultato ragionevole per tutte le parti in gioco: ne esce infatti approvata una nuova struttura degli oneri di sistema che vede sì incrementato il peso delle componenti fisse ma in modo da non penalizzare eccessivamente auto-consumo ed efficienza energetica, la cui remunerazione è tanto più alta tanto meno è elevato il valore delle parti fisse. Nel dettaglio, per gli oneri non connessi agli incentivi delle rinnovabili e della cogenerazione, il peso delle parti fisse sarà identico rispetto a quello degli oneri di rete (ossia molto elevato), mentre per gli oneri di incentivazione FER e CAR la parte fisse sarà solo per un quarto identica a quelle delle tariffe di rete (per la restante parte sarà tutta variabile). Resta come rammarico principale la durata del percorso (reso ancora più lungo dai ritardi nell’approvazione della disciplina energivori, elemento abilitante alla riforma oneri) e l’incertezza che ne è derivata, bloccando di fatto gli investimenti per almeno un anno.”

PAA DISPATCH